Scegliere la scuola

La scelta della scuola per i propri figli è un passaggio cruciale per tutti i genitori ed io, un anno fa, mi sono ritrovata a viverlo.

Ciò che più mi premeva era, certamente, scegliere il meglio per lei.

Ma che cosa è il meglio?

Indubbiamente un ambiente nel quale ed attraverso il quale imparare le nozioni didattiche e coltivare la capacità di relazionarsi con gli altri, con gioia e spensieratezza.

Ho sempre ritenuto il percorso scolastico un tassello fondamentale per la crescita e la maturazione di ogni individuo; ma sono, altresì, sempre stata convinta che è necessario avere il piacere di imparare.

La scuola deve essere un luogo accogliente, in cui la curiosità del bambino va alimentata e coltivata, in modo da rendergli più gradevole e stimolante quello che, di fatto, è un dovere.

Così, non volendo giungere impreparata al fatidico momento dell’iscrizione, ho cominciato a documentarmi, confrontarmi e andare a guardare con i miei occhi quello che sarebbe stato l’istituto scolastico che la mia bimba avrebbe dovuto frequentare.

Una domanda, però, capeggiava su tutte.

Scuola senza zaino o scuola tradizionale?

Dopo vari approfondimenti sono giunta, insieme a mio marito, alla decisione di “sposare” la scuola senza zaino e oggi desidero raccontarvi la nostra esperienza.

Innanzitutto va sfatato un mito che, ancora, preoccupa molti genitori.

La scuola senza zaino non è la scuola senza compiti!

Ai bambini, che in classe lavorano tanto, vengono assegnati attività ed approfondimenti nella misura giusta per permettergli di esercitarsi e sedimentare quanto appreso a scuola, lasciando comunque loro il tempo per giocare e sperimentare.

Esatto, giocare.

Il gioco è grandemente ed erroneamente sottovalutato dal genitore che è, di contro, ansioso di vedere impegnato il proprio bambino su pagine e pagine di compiti, convinto che soltanto così possa imparare.

Il gioco, invece, è lo strumento educativo per eccellenza, permette al bambino di misurarsi, di sviluppare la propria fantasia, di scoprire il mondo senza il peso del dovere.

C’è una frase del fondatore del movimento scout Robert Baden Powell che mi è sempre piaciuta molto e che ritengo assolutamente vera, pedagogicamente parlando

tutto con il gioco, niente per gioco

E’ proprio questo che dovremmo tenere a mente, attraverso il gioco si impara molto più di quanto possiamo immaginare.

Ma torniamo a noi.

La scuola senza zaino è semplicemente un modello per veicolare le conoscenze, che sono identiche a quelle della “scuola tradizionale”.

I programmi ministeriali che le insegnanti seguono sono, ovviamente, gli stessi. I libri di testo non differiscono in alcunché e gli obiettivi che ciascun bambino deve raggiungere solo uguali per tutti, sia che si tratti di allievi frequentanti la scuola senza zaino, sia che si tratti di allievi frequentanti la scuola tradizionale.

Una scuola comunità

Immagine tratta da umbria notizie web

Il principio sotteso alla scuola senza zaino è la comunità.

I bambini vengono accompagnati alla scoperta di una relazione con l’altro, epurata da principi egoistici e negativamente competitivi.

La collocazione in isole permette loro di socializzare, aiutarsi, mettere al servizio dell’altro le proprie competenze ed apprendere dall’altro ciò che non si riesce a fare al meglio.

La condivisione dei materiali consente ai piccoli di imparare il rispetto della cosa comune, li allontana dalla convinzione di dover possedere qualcosa e doverla “proteggere” dagli altri, insegnando loro che tutto ciò che serve per imparare e svolgere le attività va trattato con cura ed attenzione.

Lo sviluppo della manualità, grazie all’utilizzo di strumenti quali il quaderno di legno e il quaderno di sabbia, garantisce un più rapido apprendimento tanto della scrittura quanto della lettura.

Il bambino sperimenta con le proprie mani come si “forma” una lettera ed acquisisce, così, maggiore padronanza.

Tutte le procedure adottate per l’ingresso e l’uscita da scuola, o per la divisione dei compiti durante la giornata, facilita l’apprendimento delle regole e del rispetto delle stesse.

Anche il semplice indossare o togliere il grembiule è un gesto che consente al bambino, troppo spesso “sostituito” dal genitore, di acquisire autonomia e sicurezza.

Avere cura delle piantine e dei pesciolini che trascorrono con loro la giornata, o occuparsi di tenere pulita l’aula e fare attenzione ai materiali, sono modi efficaci per responsabilizzarli.

L’agorà

Immagine tratta da emiliaromagnamamma.it

Un momento importante per la scuola senza zaino è l’agorà.

Si tratta di un angolo della classe, arredato con morbidi cuscini ed una piccola libreria, nel quale i bambini si recano all’inizio e alla fine  della giornata.

Qui la maestra illustra loro quali sono le attività che svolgeranno e chiede di esprimere il proprio stato d’animo, cercando di entrare in sintonia con i bambini e provando a favorire la comunicazione serena ed empatica tra di loro.

Porre attenzione alle emozioni dei bambini ed accompagnarli alla scoperta delle stesse, aiutandoli anche a gestirle, è fondamentale per la crescita  serena ed equilibrata dei nostri cuccioli d’uomo.

Questo è anche il luogo nel quale i piccoli, una volta terminato un lavoro, possono recarsi per sfogliare un libro.

Qui, poi, concludono la loro giornata, salutandosi ed esternando ancora una volta le proprie emozioni che possono aver subito un cambiamento.

In questo modo, dunque, la scuola si mette al servizio del bambino, lo accoglie, lo accompagna e diventa un luogo ospitale, grazie anche agli arredi, tutti pensati a dimensione di bambino.

Abbiamo sempre, giustamente, pensato che il compito principale della scuola sia quello di formare i cittadini di domani, i buoni cittadini.

Ebbene, insegnare ai bambini il senso della comunità, della cooperazione e del rispetto reciproco può renderli, certamente, adulti attenti a quella che gli antichi greci chiamavano polis, la città da tutti partecipata, che tutti avevano a cuore.

E’ importante, poi, sapere che le insegnanti che scelgono di abbracciare questo modello sono disposte a mettersi in discussione, ad aggiornarsi costantemente, ad accettare il monitoraggio ministeriale attraverso il lavoro di ispettori a ciò preposti.

Dedicano alla realizzazione degli strumenti didattici ed all’arredamento dell’aula tutto il periodo estivo.

Anche gli strumenti tecnologici non mancano, infatti ogni aula è dotata di LIM.

La mia esperienza personale

Allo stato attuale, posso dirmi pienamente soddisfatta del lavoro che la mia bambina sta svolgendo.

I progressi sono stati visibili e graduali nel corso dei mesi.

Didatticamente non ho notato differenze, tanto meno in negativo, con i figli di amiche che, invece, frequentano la scuola tradizionale.

Ho avvertito in lei un maggior grado di autonomia ed una migliore capacità di organizzazione delle proprie attività.

Ciò che, più di tutto, mi rende consapevole di aver compiuto la scelta giusta è il sorriso con cui ogni mattina la mia bambina varca la soglia della scuola, lo stesso sorriso con cui mi racconta come si è svolta la sua giornata.

Non ha mai manifestato il desiderio di non andare a scuola, ma è sempre stata felice di cominciare una nuovo giorno.

Questo credo che sia l’aspetto più importante.

Un bambino desideroso di andare a scuola sarà un bambino disposto ad imparare.

Sicuramente, la scuola senza zaino, modellandosi a dimensione di bambino, ne favorisce l’inserimento.

Spero che la mia esperienza possa essere utile alle tante mamme che in questi giorni si apprestano a scegliere per i propri figli.

Il mio consiglio, però, è anche quello di andare a vedere con i vostri occhi l’istituto scolastico che i vostri bimbi dovranno frequentare, magari approfittando dell’open day che tutte le scuole in questo periodo organizzano.

In questo modo, potrete confrontarvi con il dirigente ed il personale docente, cui avrete la possibilità di porre delle domande e provare, così, a fugare i vostri dubbi.

Qualunque scelta facciate, ciò che conta è che la facciate con convinzione e consapevolezza.