Come far comprendere ai bambini cosa sono le emozioni?

Nel mio percorso di mamma, soprattutto con la mia primogenita, mi sono trovata ad interrogarmi su cosa fosse più giusto fare per “sopravvivere” ad uno dei periodi più complessi della vita di un bambino.

Un fase che da più parti mi avevano raccontato come “terribile” da gestire.

I famosi “terrible two”.

Ma era davvero così? Cioè i bambini dapprima angeli, varcata la soglia dei due anni diventano dei demoni? Ed è possibile che siano davvero tutti “capricci”?

Ma in cosa consiste davvero questa fase?

Alessandra Bortolotti, nel suo libro “Poi la mamma torna” ci spiega molto bene alcune caratteristiche fondamentali di questo periodo così delicato per la crescita dei nostri cuccioli.

Un bambino a due anni sa camminare e a volte correre, ma non è detto che sappia esprimersi in maniera fluente e con un vocabolario adeguato.

A quell’età i bambini tendono ad esprimere le loro emozioni attraverso il corpo e di solito non riescono a riconoscerle e a comprenderne il perché.

Prendiamo ad esempio una emozione negativa, quale la rabbia le cui manifestazioni vengono da tutti noi etichettate semplicemente come “capricci”.

Alessandra Bortolotti ci spiega come dietro ogni emozione negativa vi sia sempre un disagio o un bisogno che il bambino ci sta comunicando.

Per me i capricci dovrebbero proprio cambiare nome: dovremmo intenderli come un campanello d’allarme, come un segnale che il bambino lancia all’adulto in cerca di una regolazione emotiva capace di ristabilire il legame e l’equilibrio. In questo senso può essere utile dare un nome a ciò che vediamo, utilizzando un tono di enfasi e al tempo stesso di accettazione “Caspita come sei arrabbiato”.

Accogliere l’emozione senza giudicarla. Il bambino con il tempo imparerà a riconoscerla e darle un nome.

Ma come aiutarli?

Nella mia ricerca di strategie utili, ho trovato molto importante l’ausilio di alcuni libri per l’infanzia dedicati a questo tema.

Con “I colori delle emozioni” di Anna Llenas  è stato amore a prima vista.

Per noi ho scelto la versione pop-up.

Protagonista del libro è un Mostro dall’aspetto simpatico ma confuso e disorientato. Ha mescolato tra loro tutte le emozioni, facendo un gran bel caos.

 Perché quando le emozioni sono tutte insieme non funzionano.

Pagina dopo pagina, aiutato da una bambina, riuscirà ad abbinare ad ogni emozione un colore e a riporle in ordine ognuna nel suo contenitore.

Il giallo è l’allegria, l’azzurro la tristezza, il rosso la rabbia, la calma è verde e nera è la paura. Rimettendo a posto le emozioni il mostro tornerà a sentirsi bene.

Un piccolo strumento utile e divertente per aiutare bambini e genitori a parlare di emozioni in modo semplice.