Un evento per genitori ed educatori

Lo scorso 6 aprile ad Altamura si è svolto l’evento “Mamma portami via con te!”.

Organizzatrice dello stesso è stata l’Associazione di Promozione Sociale Lo Scrigno, nata dalla bellissima sinergia di tre donne, professioniste, amiche, mamme, desiderose di ricostruire attorno alle donne quel villaggio che un tempo le proteggeva e le accompagnava.

A sostenere l’iniziativa dello Scrigno, cinque realtà dedite alla cura dei bambini, tanto nel corpo quanto nello spirito.

La scuola dell’infanzia paritaria La Bacchetta Magica, presente all’evento con tutto il corpo docente.

La Libreria Kirikù, un posto magico e colorato in cui ogni bambino si sente a casa.

Le insegnanti di Yoga Bimbi Altamura che, attraverso una nobile ed antica disciplina, accompagnano i bambini alla conoscenza del sè.

La Farmacia Grassano da mesi sede dello sportello a sostegno dell’allattamento curato proprio dall’associazione Lo Scrigno.

Francesca Zaccaria, fotografa ed artista delle emozioni.

Ad occuparsi della vendita dei libri delle due autrici la Feltrinelli Point di Altamura.

Nella meravigliosa e suggestiva cornice dell‘Antica Tipografia Portoghese, due stimate professioniste dell’educazione infantile, Alessandra Bortolotti e Gabriella Falcicchio, hanno smosso le corde delle emozioni di tutti i presenti.

Il desiderio di Francesca Portoghese di fare del suo Museo di arte tipografica una culla di saperi, ha visto la sua prima realizzazione con un evento interessante e delicato.

La sala delle macchine, suggestiva e trasudante di storia e cultura, era gremita di gente intenta ad ascoltare con piacere e curiosità le due relatrici.

Alessandra Bortolotti e Gabriella Falcicchio hanno saputo, con garbo e competenza, stimolare una riflessione importante sulle emozioni non solo dei bambini, ma anche e soprattutto degli adulti.

L’accudimento si trasmette di generazione in generazione

Troppo spesso siamo disposti ad indagare ed, ahimè, giudicare le emozioni dei nostri bimbi, senza soffermarci un istante ad ascoltare le nostre ed a comprendere che spesso sono queste a determinare la comunicazione tra noi ed i nostri piccoli.

L’intelligenza emotiva è un bagaglio genetico da salvaguardare e coltivare.

I bambini hanno bisogno di sentirsi accolti, di percepire che manifestare le proprie emozioni è un diritto imprescindibile.

La tendenza di noi adulti a soffocare le esternazioni dei bambini, soprattutto se relative ad emozioni negative, è determinata dal modo con cui siamo stati cresciuti.

Se da bambini non ci è stato concesso di provare ed esprimere i nostri bisogni affettivi, se in altre parole non siamo stati accuditi in maniera empatica, avremo difficoltà ad accettare la dipendenza affettiva dei nostri figli.

Non saremo in grado di riconoscere quella comunicazione, spesso non verbale, come la manifestazione di una necessità.

Prendersi cura di un bambino risveglia il nostro vissuto di infante.

In questo tumulto dell’anima, fare i conti con qualcosa che può magari risultare doloroso, non sempre è facile.

Dobbiamo, però, comprendere che dall’accudimento nei primi anni di vita dipende, a lungo termine, la capacità di relazionarsi serenamente con il mondo per ciascun bambino.

Educare all’affettività sin dall’infanzia significa gettare un seme per generare culture non violente.

La capacità di entrare in empatia con il prossimo, scardina da sè l’incapacità di rapportarsi agli altri se non percependoli come ostacoli. La repressione delle emozioni, provoca un malessere che nel tempo troverà una manifestazione potenzialmente violenta.

Accogliere, invece, le emozioni dei bambini significa farli sentire al sicuro e renderli adulti capaci di comprendere l’altro.

Accettare, da genitori, o da educatori, le proprie emozioni significa non pensare di dover essere sempre perfetti.

La testimonianza attraverso l’esempio

E’ importante testimoniare ai nostri bambini, con l’esempio, che anche da grandi si può essere stanchi, o tristi, o arrabbiati, ma che questo non vuol dire essere sbagliati.

L’adulto deve avere la capacità di mettersi all’ascolto del bambino. Deve aiutarlo a comprendere cosa sta provando. Deve guidarlo nell’accettazione e nella gestione delle sue emozioni.

Con l’aiuto di entrambe le relatrici, si è giunti ad esplorare il momento del “distacco” tra mamma e bambino, veicolo di innumerevoli emozioni per tutto il nucleo familiare.

La nostra cultura ci ha insegnato, o forse obbligato, a credere che questo distacco debba avvenire il prima possibile e che rappresenti un passaggio indolore dalla vita del neonato alla vita dell’adulto.

Sì, un salto enorme nel vuoto tra due momenti distanti e diversissimi tra loro. Riteniamo che il bambino debba raggiungere l’autonomia rapidamente e senza accortezze.

Quell’autonomia tipica dell’età adulta, ma che per essere solida e reale necessita di un grandissimo lavoro di vicinanza affettiva, empatia e presenza genitoriale in tutte le fasi della vita di bambino e poi di adolescente di ciascun essere umano.

La sicurezza, unico compito di noi adulti

L’unico compito dell’adulto, ha spiegato in maniera illuminante Gabriella Falcicchio, è quello di permettere al bambino di esprimersi in sicurezza. Le regole sono frutto di una costruzione culturale.

Questa va bene se si sviluppa in maniera condivisa, diversamente risulterà essere una mera imposizione che determinerà un risultato controproducente.

Alessandra Bortolotti ha, con grande competenza, rassicurato i tanti educatori presenti sulla forza del gruppo come veicolo di messaggi positivi e come strumento utile alla educazione empatica.

Un bambino che manifesta un disagio è, con buona probabilità, un bambino che non si sente accolto.

Ciascuna famiglia porta con sè la propria storia e la sinergia tra genitori ed educatori è fondamentale per la crescita serena di ogni singolo bambino e per la corretta gestione delle sue emozioni, ma anche di quelle della sua mamma e del suo papà.

La serata si è sviluppata attraverso un piacevole dibattito tra relatrici ed uditori presenti.

La calorosa partecipazione ha dato la misura di quanto ancora ci sia bisogno di parlare di emozioni e di sentimenti.

Le immagini come eco dei sentimenti

Sullo sfondo degli interventi di queste due meravigliose professioniste, le dolcissime immagini di Francesca Zaccaria.

Per la prima volta esposte in una mostra sui generis, hanno raccontato la tenerezza dei bambini, facendo da eco alla immensa carica empatica di Alessandra Bortolotti e Gabriella Falcicchio.