La nascita

Nella società moderna la dimensione pubblica dell’evento nascita è quasi del tutto sparita, è cresciuta invece la dimensione individualizzata della nascita stessa.

La responsabilità di quell’evento sembra non ricadere più sull’intera società, ma esclusivamente sui neo-genitori che si trovano ad affrontare da soli un importante cambiamento.

I futuri e neo-genitori sono una categoria di persone che viene sottoposta ad uno “stress da innovazione” non trascurabile.

La mancanza di supporto, di assistenza, di cura del delicato percorso genitoriale, in special modo all’inizio dello stesso, possono comportare una seria condizione di ansia e disorientamento ed una alterazione delle relazioni intra-familiari, soprattutto in presenza di situazioni di fragilità economica e di isolamento.

Fiocchi in Ospedale

La rete Fiocchi in Ospedalegrazie al prezioso lavoro di Save the Children  nasce proprio con la volontà di dare sostegno alle nuove famiglie, ai giovani genitori, di essere un punto di riferimento per loro, un “luogo” nel quale sentirsi accolti e incoraggiati.

Lo stesso nome è indicativo della volontà di farsi carico del nuovo nato, di riportare l’arrivo di un bambino all’attenzione ed alla cura di tutti, proprio come il fiocco annuncia.

Si propone di contribuire a migliorare la vita di bambini e bambine nei primi 1000 giorni, ossia dal concepimento al compimento dei 2 anni di età.

Perché proprio i primi 1000 giorni?

Perchè ciò che accade durante questo periodo è in grado di condizionare la salute di tutta la vita di ciascun essere umano.

Basti pensare che tutte le esperienze precoci hanno effetti duraturi sull’architettura del cervello.

L’esposizione cronica ad eventi stressanti aumenta la produzione di cortisolo, con immediato impatto sulla corteccia frontale e, di conseguenza, sulla capacità di apprendimento.

E’ di fondamentale importanza, quindi, che i genitori siano partecipi della crescita del proprio bambino, che venga restituita loro fiducia nelle proprie capacità, che ci sia attorno a loro una rete di sostegno che li supporti e che prevenga situazioni di disagio.

E’ importante potenziare positivamente il rapporto genitoriale, fornendo ai genitori gli strumenti e le opportunità per rafforzare il proprio senso di sè e il contatto con il proprio bambino.

Vettori di genitorialità positiva sono, senza dubbio, l’allattamento al seno, il gioco condiviso, l’esperienza sonora condivisa, il canto, il dialogo, il massaggio e la lettura.

Leggere tenendo in braccio il bambino, oltre a favorire il contatto con il genitore e l’aumento del legame affettivo, favorisce ed accellera lo sviluppo cognitivo.

Di fatto la mente si forma nella relazione, pertanto più saremo in presenza di una madre normalmente responsiva, più il bambino avrà ad esempio un buono sviluppo del linguaggio.

Favorire e supportare la relazione genitoriale aiuta ad attivare un circolo virtuoso gratificante sia per il bambino che per i genitori.

Nonostante il sistema socio-sanitario italiano sia pensato per offrire un servizio ottimale, questo nella realtà dei fatti non accade.

Vuoi per via delle contrazioni dei bilanci sanitari regionali, vuoi per la burocrazia che spesso impone iter lunghi e farraginosi, la macchina della cura perinatale mostra ampie aree di sofferenza.

Fiocchi in ospedale nasce proprio come servizio a bassa soglia, con lo scopo di ascoltare ed accompagnare i futuri e neo genitori, cercando di colmare le falle presenti nel sistema istituzionale.

Le difficoltà con cui i neo genitori si trovano a confrontarsi possono essere piccole o grandi.

Possono riguardare difficoltà di organizzazione, necessità di informazione circa la cura del neonato, senso di inadeguatezza, o possono essere difficoltà più serie, relative alla propria provenienza da un Paese straniero o al trovarsi in situazione di disagio sociale.

La nascita e lo sviluppo del progetto

Si tratta di un progetto che prende avvio nel 2012 all’interno di tre ospedali: il Niguarda di Milano, il Policlinico di Bari e il Cardarelli di Napoli.

Una piccola e colorata stanza in cui accogliere e coccolare le mamme e i loro bambini che, in sei anni, ha dato vita ad una realtà importante che vede impegnarsi, su tutto il territorio nazionale, realtà di tipo associativo, culturale, scientifico e socio-assistenziale al fine di intervenire precocemente per il benessere di bambini e bambine fin dalla gravidanza.

L’obiettivo è quello di condividere informazioni e prassi di intervento e promuovere un cambiamento di sensibilità e di modelli operativi che, gradualmente, possa coinvolgere tutto il Paese.

Imprescindibili e descrittivi della rete sono i 5 mai più senza:

  1. intervento precoce sul benessere del bambino/a (ma anche della mamma/coppia e degli adulti di riferimento)
  2. offerta attiva di servizi ed opportunità (attraverso la promozione di nuovi progetti o il rafforzamento di quelli già esistenti)
  3. sostegno, accompagnamento e cura dei genitori (riduzione dell’isolamento e sostegno nell’organizzazione della nuova vita familiare)
  4. diritti dei bambini/e a uno sviluppo sano e sereno (tutela del diritto ad un sano sviluppo psicofisico ed emotivo)
  5. conoscenze di qualità per decisioni pertinenti ed efficaci (incentivo ad acquisizione ed utilizzo da parte dei decisori politici di informazioni prodotte dalla comunità scientifica, al fine di prevenire i fattori di rischio per il sano e sereno sviluppo psicofisico ed emotivo del bambino/a).

La rete sostiene le attività dei progetti attraverso iniziative di dialogo, formazione ed incontro.

L’idea di far nascere la rete all’interno degli ospedali dà la misura della volontà di cambiare la rotta, del desiderio di farsi carico sin da subito di quel bambino o di quella bambina che viene al mondo.

Lo spazio dedicato alle realtà che fanno parte della rete è facilmente accessibile ed accogliente, in modo da far sentire chi voglia recarvisi a proprio agio.

Ciò non esclude affatto la possibilità di accogliere all’interno della rete realtà che non operino direttamente nella struttura ospedaliera, ma che sul territorio si occupino di essere accanto alle famiglie.

L’auspicio è certamente quello di rendere massiccia la presenza della rete all’interno delle strutture ospedaliere e dei consultori di tutto il Paese, perché questo comporterebbe un miglioramento del servizio, un aumento della sensibilità ed un importante cambiamento in tema di attenzione ed assistenza perinatale.

Sostenere la genitorialità significa gettare le basi per una crescita sana. Per ogni bambino che nasce la comunità deve investire in termini di socialità, perché la genitorialità è una responsabilità pubblica a doppio senso.

Uno degli obiettivi della rete è proprio quello di anticipare e prevenire situazioni di disagio e di fragilità, attraverso il sostegno emotivo e relazionale tra pari.

La prevenzione comporta anche vantaggi economici in termini di costi sanitari.

Ciò che accade durante la gravidanza può avere un impatto sui gameti ed influire sulla comparsa di malattie croniche o disturbi dell’apprendimento o del comportamento.

Essere accanto alla donna nel periodo del post partum è altrettanto essenziale: la depressione post-natale, ad esempio, può avere effetti anche a lungo termine sul bambino. Basti anche solo pensare che già in prima battuta è verosimile che i figli di donne che soffrono di depressione post partum abbiano una maggiore probabilità di soffrire di coliche e di reflusso gastroesofageo.

Il benessere del nucleo familiare e del nuovo nato, quindi , è il benessere della società tutta.

Le realtà che scelgono di aderire alla rete Fiocchi in Ospedale scelgono di far propri i 5 MAI PIU’ SENZA, scelgono di contrastare la povertà educativa, scelgono di essere accanto alle famiglie, scelgono di accogliere e di ascoltare, scelgono di esserci durante la gravidanza, ma anche dopo.

Prendersi cura delle famiglie, tutte, quelle determinate da vincoli di sangue, parentela, matrimonio, adozione o da scelta, vuol dire assicurare conforto, attenzione e competenza.

Come già detto, la nostra Regione ha visto sorgere uno dei progetti pilota della rete, all’interno delle Cliniche Ostetriche del Policlinico di Bari, in collaborazione con il Melograno Centro d’informazione maternità e nascita.

Oggi di questa virtuosa rete è entrata a far parte anche un’altra realtà della Regione, decisamente più piccola, ma con la volontà di sviluppare tanti progetti ed il desiderio di essere accanto alle donne, ai bambini e alle famiglie.

Si tratta dell’associazione di promozione sociale Lo Scrigno, con sede ad Altamura.

Nata dall’incontro delle competenze e dalla sensibilità di tre amiche, si occupa da più di un anno di tutelare i diritti di donne e bambini.

Attraverso l’organizzazione di corsi di accompagnamento alla nascita, attività dedicate all’infanzia, incontri formativi in tema di educazione non violenta e sostegno all’allattamento al seno, l’associazione è diventata un punto di riferimento sul territorio.

Obiettivo principale è quello di generare culture non violente, attraverso la diffusione di pratiche genitoriali positive. Dall’accudimento dei bambini, dal legame affettivo con i genitori dipende molto della crescita sana e dell’equilibrio psichico ed emotivo di ciascun essere umano.

Sposando a pieno i principi della rete Fiocchi in Ospedale, lo Scrigno ha scelto di farne parte, con il desiderio di contribuire al miglioramento dei modelli operativi ed al cambiamento di sensibilità.

Attualmente la rete è presente, con realtà associative ed istituzionali nelle Regioni Lombardia, Piemonte, Lazio Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Liguria e Sardegna.

Ci auguriamo che possa continuare a crescere e, sotto la guida di Save the Children possa davvero fare la differenza in un ambito delicato quanto cruciale per tutta la comunità.