La bellezza di allattare

L’esperienza dell’allattamento ha un’importanza rilevante per la salute fisica ed emotiva di mamma e bambino.

Si tratta di un processo che prende avvio con il concepimento, si sviluppa con la gravidanza, evolve nel parto e si conclude, appunto, con l’allattamento stesso.

Qualora, tuttavia, una di queste tappe dovesse venire a mancare, è assolutamente normale per la donna entrare in crisi.

Il latte materno è un alimento unico ed inimitabile.

E’ un alimento specie-specifico, vale a dire che viene prodotto da ogni donna per un cucciolo d’uomo, ma da ogni mamma per il proprio bambino. Il latte di ciascuna donna sarà differente, perché verrà prodotto in funzione delle esigenze di quel bambino.

La composizione del latte di una stessa donna, inoltre, si modificherà durante il corso della poppata, come durante il corso di tutto l’allattamento o, ancora, in funzione dello stato di salute del bambino.

In caso di bambino, ad esempio, che presenti febbre, i recettori presenti sul seno permetteranno a quella mamma di produrre, in quel momento, un latte maggiormente carico di anticorpi, utili al proprio bambino.

Il seno non costituisce per il bambino soltanto uno “strumento” di alimentazione, ma lì il bimbo trova conforto, rassicurazione ed amore.

Insomma, si tratta, innanzitutto, di nutrimento per l’anima.

Quando l’allattamento è un percorso in salita

Molte donne, però, incontrano dei problemi soprattutto nell’avvio dell’allattamento e questo può rendere l’esperienza tutt’altro che positiva.

In realtà molti dei problemi che si incontrano sono dovuti ad una cattiva gestione dell’allattamento o ad una serie di consigli non adeguati che non fanno altro che confondere la mamma.

Spesso, con il giusto supporto, può agevolmente trovarsi la soluzione e proseguire serenamente in quel rapporto di amore esclusivo che esiste tra mamma e bambino.

Rivolgersi ad una figura professionale competente, è spesso già un passo importante per la risoluzione del problema.

Una ostetrica o una consulente professionale IBCLC sono le figure che meglio possono aiutare la donna a risolvere problemi che, se gestiti male, possono pregiudicare tutto l’allattamento.

Scarso accrescimento, cosa fare?

Può capitare che un bambino non cresca adeguatamente, molto spesso perché la gestione dell’allattamento non è ottimale, ma anche perché ha una suzione debole o si addormenta dopo pochi minuti dall’inizio della poppata.

Difficoltà possono insorgere anche in caso di parto prematuro, o di ospedalizzazione del bambino. In tutte queste occasione potrebbe essere necessario aumentare la produzione di latte.

Ad ogni modo, la sensazione della mamma di non avere latte a sufficienza per il proprio bambino si rifletterà certamente sul suo stato d’animo, ma anche sul riflesso di emissione del latte.

Innanzitutto è bene accertarsi che davvero sussista un problema di produzione di latte.

Un bambino allattato al seno, nei primi tre mesi dovrebbe crescere circa 500 gr. al mese e bagnare 5-6 pannolini di pipì chiara.

Per quanto attiene, invece, all’evacuazione all’inizio è assolutamente normale che questa avvenga ad ogni poppata, o quasi, successivamente, i bambini allattati esclusivamente al seno possono evacuare anche 1 volta alla settimana.

Ciò dipende dal fatto che una delle cose che devono imparare è proprio il controllo degli sfinteri. Essendo la loro alimentazione del tutto liquida ed avendo il latte materno poche scorie, è necessario che le feci si depositino, in modo da premere sul retto e far avvertire al bambino l’istinto di defecare.

La prima cosa da valutare è la correttezza della “tecnica” di allattamento.

Un neonato deve essere allattato al seno dalle 8 alle 12 volte in una giornata (compresa la notte). Al momento di attaccarsi al seno deve spalancare bene la bocca e prendere tutta l’areola, estroflettendo bene il labbro inferiore.

Il corpo del bimbo deve essere posizionato sotto il seno della mamma, testa spalle e fianchi devono essere in asse, il corpo della mamma e quello del bambino devono essere perfettamente a contatto.

Se il bambino sta poppando correttamente è possibile udire la deglutizione e la mamma non avverte dolore ai capezzoli.

E’ sempre bene ricordarlo, allattare non deve procurare dolore, se questo dovesse accadere allora vorrà dire che andrà con buona probabilità corretto l’attacco.

Il bambino deve essere lasciato libero di poppare per tutto il tempo che desidera e, ad ogni poppata, gli vanno offerti entrambi i seni, sarà poi il bambino a decidere se poppare da entrambi o meno.

Detto ciò, possono verificarsi situazioni in cui è necessario aumentare la produzione di latte. Magari perché l’avvio dell’allattamento non è stato buono, magari perché è stata introdotta una certa quantità di latte artificiale, magari perché la mamma desidera riallattare il proprio cucciolo.

Riallattare: da dove comincio?

La prima cosa da fare per riallattare è certamente migliorare la gestione dell’allattamento per favorire quindi l’aumento di produzione del latte.

Una pratica estremamente utile a tal fine è il contatto pelle a pelle. Il riflesso ossitocinico che questa pratica favorisce è determinante ai fini dell’aumento di produzione del latte.

La calma ed il calore che il bambino ritrova stando a contatto con la sua mamma favoriranno, in lui, la ricerca del seno e la suzione, con conseguente stimolazione dello stesso.

Altra pratica utile può essere quella di comprimere il seno durante la poppata, in modo che il latte scorra più facilmente. Ciò favorirà la deglutizione del bambino ed ovviamente la suzione, con relativa stimolazione del seno.

Ancora, può essere utile praticare il “ping pong” tra un seno e l’altro, all’interno della medesima poppata, al fine di provocare più riflessi di emissione.

Anche aumentare il numero delle poppate può risultare proficuo. Offrire il seno magari una mezz’ora dopo la poppata garantisce un ulteriore apporto di latte al bambino e stimola altri riflessi di emissione.

Ciò che è importante tenere a mente è che il seno deve essere regolarmente stimolato!

Se la suzione del bambino non è costante o non ancora efficace è opportuno munirsi di tiralatte manuale o elettrico. Occorre quindi procedere alla stimolazione del seno ogni 2 massimo 3 ore.

Va da sé che bisogna sempre offrire il seno al bambino. Tuttavia, fino a quando questi non lo drenerà correttamente, aumentandone la produzione di latte, per evitare che questa diminuisca è necessario che la mamma stimoli regolarmente il seno.

Ciò significa che, in questa fase, successivamente ad ogni poppata la mamma dovrà provvedere a stimolare il seno attraverso l’uso del tiralatte.

Uno strumento molto utile, soprattutto per riallattare, e che può sostituire la stimolazione con il tiralatte è il DAS (dispositivo di allattamento supplementare).

Riallattare  è la ripresa dell’allattamento dopo la sua interruzione, o il suo avvio dopo che un qualche evento ne abbia impedito la partenza.

Il DAS è una piccola borraccia nella quale è possibile inserire la quantità di latte da somministrare. Presenta alla base un tubicino da applicare lungo il seno e fino al capezzolo.

Il bambino dovrà essere regolarmente attaccato al seno, il latte che uscirà dal tubicino lo invoglierà a poppare con l’effetto di stimolare, contemporaneamente, il seno della mamma.

Questo strumento semplice ed efficace ha l’indubbio vantaggio di evitare alla mamma lo stress della stimolazione successiva alla poppata.

Sarà il bambino stesso a stimolare il seno durante la poppata, con il risultato di provvedere ad aumentare i riflessi di emissione e favorire così la produzione di latte.

In questo modo sarà possibile riportare il seno alla produzione necessaria e allattare esclusivamente il proprio bambino.

Ad ogni modo, indipendentemente dalla quantità di latte che si riuscirà a produrre, allattare al seno attraverso questo ausilio vi darà la percezione di quanto quel momento sia emotivamente importante per voi e per il vostro bambino.

Che riusciate o meno a riallattare esclusivamente al seno, avrete comunque goduto dello speciale contatto cuore a cuore che poco ha a che vedere con la quantità di latte.

Libri sull’Allattamento

Leggere i  libri sull’allattamento vi aiuterà a sciogliere tutti i vostri possibili dubbi e a supportarvi nei casi di necessità.  Buona lettura e buon allattamento!